ⓘ Engelbert Dollfuss

                                     

ⓘ Engelbert Dollfuss

Engelbert Dollfuss è stato un politico austriaco, cancelliere durante laustrofascismo, dal 1932 al 1934.

A causa della sua bassa statura - era alto solo 1.50 o, secondo alcune fonti, 1.53 m. - venne sarcasticamente soprannominato Millimetternich gioco di parole che associava lex statista austriaco Klemens von Metternich e laggettivo "millimetrico".

                                     

1.1. Biografia I primi anni

Nacque nella Bassa Austria dalla relazione tra i piccoli contadini Josepha Dollfuss e Joseph Weninger; i due non erano sposati, poiché non avevano la disponibilità economica per celebrare le nozze, per cui il piccolo Engelbert prese il cognome materno. Pochi mesi dopo la sua nascita, Josepha si trasferì a Kirnberg an der Mank dove sposò il latifondista Leopold Schmutz, che però non lo adottò come figlio proprio.

Cattolico devoto fin dalla tenera età, nel 1904 si iscrisse in un seminario di Hollabrunn gestito dallarcidiocesi di Vienna, dove si diplomò nel 1913. Dopo aver meditato sulla possibilità di prendere i voti e farsi prete, preferì iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza dellUniversità di Vienna e contemporaneamente lavorare come piccolo proprietario terriero.

Quando scoppiò la Prima guerra mondiale, ebbe difficoltà ad entrare nellesercito austroungarico a causa della sua bassa statura. Alla fine del 1914 venne comunque inviato sul Fronte italiano, dove sarebbe rimasto per tutta la durata del conflitto. Nelle ultime fasi dello scontro venne fatto prigioniero; riuscì comunque a sopravvivere e, dopo la sconfitta austriaca nella prima guerra mondiale e la dissoluzione dellImpero austro-ungarico, tornò a Vienna per riprendere gli studi ed iniziare la carriera politica.

                                     

1.2. Biografia Verso la cancelleria

Nel 1919 lavorò come segretario dellassociazione dei contadini austriaci Bauernbund e venne inviato a studiare economia allUniversità di Berlino: nella capitale tedesca conobbe Alwine Glienke 1897–1973, una donna proveniente da una famiglia protestante, che sposò nel 1921 e da cui ebbe tre figli, un maschio e due femmine una delle femmine morì in età adolescenziale. Nel 1922 conseguì la laurea in giurisprudenza e venne assunto come segretario della Camera dellAgricoltura della Bassa Austria, di cui divenne direttore nel 1927.

Negli anni successivi si distinse come uno maggiori esponenti del Partito cristiano-sociale, in decisa opposizione al movimento socialdemocratico. Nel 1930 venne nominato presidente delle Österreichische Bundesbahnen le ferrovie austriache mentre il 18 marzo 1931 venne scelto dal cancelliere Otto Ender come Ministro dellAgricoltura, carica che conservò anche nellesecutivo guidato da Karl Buresch.

Le sue concezioni politiche non erano contrarie allautoritarismo, al quale improntò la sua azione di governo una volta raggiunta, il 20 maggio 1932, la cancelleria. La nomina destò scalpore, poiché Dolfuss allepoca non aveva ancora compiuto i quarantanni e aveva unesperienza governativa quasi nulla: quando il presidente Wilhelm Miklas gli affidò lincarico, egli non rispose immediatamente e si ritirò nella sua chiesa preferita, dove passò la notte a pregare; lindomani, dopo un pasto frugale, comunicò al Capo di Stato la sua disponibilità.

Dolfuss si presentò al Parlamento a capo di un governo di coalizione in cui, oltre ai cristiano-sociali, figuravano anche il Landbund un partito agrario di destra e lHeimatblock il braccio parlamentare degli Heimwehr. Nonostante ciò, egli riuscì ad ottenere la fiducia con una maggioranza di un solo voto: 83 sì e 82 no su 165 deputati.

A un anno esatto dalla nascita del suo gabinetto fondò, con laiuto del principe Ernst Rüdiger Starhemberg, il Vaterlandfront, un partito che riuniva sotto ununica bandiera i numerosi partiti politici austriaci della destra e che si ispirava al partito fascista italiano. Dopo aver stroncato, con una dura e sanguinosa repressione, la rivolta dei quartieri operai di Vienna, cercò di appoggiare la sua politica a quella dellItalia di Mussolini in contrapposizione allinfluenza nazista crescente anche in Austria.

                                     

1.3. Biografia Dollfuss e Mussolini

Ispiratore della politica antisocialista del cancelliere Dollfuss fu Mussolini: infatti il Duce manovrò il cancelliere per contrastare la pressione del partito socialista e quella del nazionalsocialismo, favorevole allAnschluss. Il controllo avvenne attraverso le Heimwehren, formazioni squadristiche legate alla polizia italiana e capeggiate dal principe Ernst Rüdiger Starhemberg. A questo nobile, che sarà nominato vice-cancelliere, Mussolini non lesinò aiuti né in denaro né in armi.

I contatti fra i due governanti erano frequentissimi. Nellaprile del 1933 Mussolini si recò a Vienna ed indusse lo statista a formare il Fronte Patriottico, una falange fascista al di sopra dei partiti. Anche nella seconda metà dellanno i contatti fra Dollfuss e Mussolini furono sempre più frequenti. Alla fine di giugno del 1933 Dollfuss, in seguito allacutizzarsi della tensione tra Heimwehren e nazisti, si recò a Roma per conferire con Mussolini. Successivamente una lettera del Duce lo rassicurava che qualunque cosa potesse accadere, laiuto italiano non sarebbe venuto a mancare.

Ben presto Dollfuss tornò ancora in Italia, il 19 agosto del 1933 arrivò a Riccione ed ebbe un primo colloquio con il Duce nellappartamento del Grand Hotel dove soggiornava. Mussolini diede al cancelliere austriaco precise direttive: introdurre nel governo elementi delle Heimwehren, dare carattere dittatoriale al governo, creare un commissario straordinario per Vienna e fare propaganda su larga scala: il tutto doveva essere preceduto da un acceso discorso.

Mussolini in effetti entrò così minutamente negli affari austriaci per contrastare il progetto nazista dell Anschluss, essendo allora ancora molto diffidente nei riguardi del movimento tedesco e del suo capo Adolf Hitler. Il 17 marzo 1934 Dollfuss tornò ancora ufficialmente a Roma ove siglò per conto dellAustria i cosiddetti "Protocolli di Roma", unintesa a tre fra Austria, Italia e Ungheria che prevedevano sia facilitazioni doganali fra i paesi contraenti, sia una collaborazione militare in caso di necessità.

Con lavvento di Hitler al potere in Germania, tuttavia, la posizione di Dollfuss si era fatta sempre più difficile. Contrario all Anschluss richiesta dai nazisti tedeschi ed austriaci, non poté opporvi lappoggio delle classi popolari che si era ormai alienato: per questo il Vaterländische Front, il fronte patriottico da lui fondato nel 1933, non poté evitare il putsch nazista che il 26 luglio 1934 giunse ad un soffio dalla conquista del potere.



                                     

1.4. Biografia Lattentato e la morte

Dollfuss stava presiedendo il Consiglio dei ministri quando un corteo di automobili entrò nella sede della cancelleria. A bordo vi erano uomini che indossavano la divisa dellesercito austriaco. Dollfuss pensò che i nuovi arrivati fossero i rinforzi della guardia. Si trattava invece dei congiurati nazisti: 154 uomini che occuparono facilmente il palazzo. Colpito al collo, Dollfuss chiese un prete e un medico, e pregò di avvertire Mussolini perché potesse prendersi cura della moglie e dei figli. I nazisti simpadronirono anche della stazione radio e annunciarono le dimissioni di Dollfuss, che stava morendo senza che nessun medico lo soccorresse. Nonostante la morte di Dollfuss, tuttavia, il moto fallì.

Forze fedeli alla Repubblica austriaca, guidate dal Ministro della Giustizia Kurt Alois von Schuschnigg, ebbero presto ragione dei rivoltosi che furono arrestati. Mussolini non ebbe esitazioni nellattribuire lattentato al dittatore tedesco: la notizia lo raggiunse a Cesena, dove stava esaminando i progetti per un ospedale psichiatrico. Il Duce diede personalmente lannuncio alla vedova, che si trovava ospite presso la sua villa di Riccione con i figli. Egli mise anche a disposizione di Starhemberg, che trascorreva un periodo di vacanza a Venezia, un aereo che consentì al principe di rientrare precipitosamente a Vienna e di fronteggiare con la sua milizia, e con lautorizzazione del presidente Miklas, gli assalitori nazisti.

Mussolini ordinò inoltre che quattro divisioni italiane raggiungessero il Brennero LItalia vigila con larma al piede, intitolarono i giornali. Telegrafò poi a Starhemberg: Lindipendenza dellAustria per la quale egli è caduto è un principio che è stato difeso e sarà difeso dallItalia ancora più strenuamente. Poi annunciò al mondo: LAustria non si tocca e fece sostituire nella piazza di Bolzano la statua di Walther von der Vogelweide, un trovatore germanico, con quella di Druso. Fu questo il momento di maggior attrito tra il fascismo ed il nazionalsocialismo, e lo stesso Mussolini scese più volte in campo per ribadirne le differenze.

Alle prime notizie Hitler esultò ma immediatamente dopo, sorpreso dalla reazione italiana e convinto di non poter ancora affrontare un conflitto con le potenze dellEuropa occidentale, declinava ogni responsabilità, dichiarando ufficialmente il proprio rammarico per luccisione del Primo ministro austriaco. Sostituì lambasciatore a Vienna con Franz von Papen ed impedì ai congiurati, che dopo la sconfitta avevano ripiegato verso il confine, di entrare in Germania, disponendo anche la radiazione dal partito nazista austriaco dei capi del medesimo che si erano compromessi con il tentativo di colpo di Stato. Dollfuss fu sepolto nel camposanto di Hietzing, a Vienna.

                                     

1.5. Biografia Eventi successivi

A Dollfuss successe Kurt Alois von Schuschnigg. Nel 1936 un patto con la Germania riconobbe lindipendenza dellAustria, ma questa si sarebbe dovuta comportare come uno Stato tedesco in politica estera. Il 13 marzo del 1938 lannessione venne consumata col beneplacito dellItalia che, divenuta oggetto disolamento da parte della Francia e dellInghilterra a seguito della guerra dAbissinia, aveva notevolmente migliorato i rapporti con la Germania.